GTP AI-SEO: il plugin WordPress che porta SEO operativa e agenti AI dentro la tua admin, senza saltare tra dieci tool esterni.
Un solo cruscotto in italiano, dentro WordPress, per gestire salute pagine, gap analysis, indexing center, monitor PageSpeed con alert e generazione assistita di landing groups. Provider AI completamente configurabili dall’interfaccia (OpenAI, Anthropic, DeepSeek, Gemini) con Test live reale che chiama davvero l’endpoint del provider, niente finto successo basato sulla sola presenza della chiave. Pensato per chi gestisce un sito B2B o lead-driven e vuole eseguire piu velocemente decisioni SEO gia prese, non per chi cerca scorciatoie automatiche al ranking.
Versione corrente 0.1.5 – WordPress 6.3+ – PHP 8.1+ – GPL-2.0-or-later. Distribuzione attualmente su licenza, in attesa di pubblicazione su repository WordPress.org.
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Cinque profili operativi che si trovano subito a casa con il plugin, perche risolve esattamente il loro lavoro quotidiano.
GTP AI-SEO non e un plugin generalista da appiccicare a qualunque sito: e pensato per chi gestisce in prima persona la SEO operativa di un’azienda B2B o di un progetto lead-driven, e vuole un punto di controllo unico dentro WordPress invece di destreggiarsi tra fogli Excel, Search Console aperta in un’altra finestra, PageSpeed Insights su tab separati e generatori AI che vivono fuori dal CMS. I cinque profili qui sotto sono quelli per cui il plugin e nato.
SEO specialist o content lead in PMI italiane
Chi gestisce direttamente la SEO di un sito aziendale e ha bisogno di vedere salute pagine, gap di posizionamento e regressioni PageSpeed in un unico cruscotto. Niente abbonamenti enterprise da migliaia di euro: il plugin sta dentro WordPress e usa le API gratuite o quasi gratuite di Google e OpenAI quando servono.
Agenzie e consulenti su pochi clienti chiave
Agenzie B2B e consulenti freelance che seguono pochi clienti in profondita e vogliono lasciare al cliente uno strumento autonomo dentro la sua admin, non un report PDF mensile da leggere e dimenticare. Il plugin e pensato per essere consegnato e mantenuto, con configurazioni replicabili tra installazioni.
Founder o marketing lead di startup B2B
Founder e marketing lead di SaaS, software house e startup B2B che gestiscono il sito senza un team SEO dedicato. Il plugin permette di tenere sotto controllo posizionamenti reali da Search Console, identificare gap di contenuto sostenibili e generare bozze di landing group con AI senza assumere subito un copywriter o un consulente esterno.
Sviluppatori WordPress che curano siti clienti
Sviluppatori che mantengono siti WordPress per clienti commerciali e vogliono un layer SEO osservabile, non magico. Tutti gli endpoint REST sono documentati in REST_API.md, il codice sorgente e GPL-2.0-or-later, ogni chiamata esterna e tracciata in log per audit. Niente dipendenze nascoste o telemetria silenziosa.
Editori verticali e blog di settore
Blog editoriali e magazine verticali che pubblicano contenuto regolare e hanno bisogno di sapere quali query stanno crescendo, quali pagine perdono posizioni nel tempo e dove conviene rilanciare con un aggiornamento. Il modulo gap analysis nasce per questo lavoro di redazione, non per la SEO black-hat su siti spam.
Cinque problemi quotidiani della SEO operativa che il plugin affronta in modo concreto, senza promesse magiche di ranking automatico.
La SEO operativa di un sito aziendale non e fatta di un grande lancio: e fatta di mille piccoli interventi ricorrenti che, fatti male o saltati, fanno perdere terreno mese dopo mese. Il plugin nasce dall’esperienza diretta su progetti GrowToPrime e raccoglie i punti dove un team interno o un consulente perde piu tempo o piu lucidita. Non e una promessa di posizionamento, e una riduzione di attrito operativo.
Dieci tool aperti e nessun cruscotto unico
Search Console in una tab, PageSpeed Insights in un’altra, Google Sheet keyword in una terza, generatore AI esterno in una quarta, plugin SEO in admin che non parla con nessuno. Il tempo speso a saltare tra strumenti supera il tempo speso a decidere. GTP AI-SEO compatta i flussi piu frequenti dentro WordPress, mantenendo le fonti di verita esterne come riferimento.
PageSpeed che peggiora silenziosamente
Un plugin nuovo, un aggiornamento del builder, uno script di marketing aggiunto al volo: il PageSpeed crolla e nessuno se ne accorge per settimane. Il monitor con alert email scatta quando le metriche superano una soglia o peggiorano rispetto al baseline storico. Non promette punteggio 100, ma rende visibile la regressione nel momento in cui avviene.
Pagine in posizione 11-20 lasciate li
Search Console mostra decine di query in cui il sito sta in seconda pagina, a un colpo dalla top 10. Senza un cruscotto che le ordina e suggerisce dove agire, restano invisibili. Il modulo gap analysis le porta in cima, le incrocia con il contenuto attuale della pagina e suggerisce dove aggiornare, dove riscrivere e dove creare contenuto nuovo.
Provider AI scelti a caso, prompt non riproducibili
L’AI in SEO funziona solo se e governata: stesso provider, stesso modello, stesso prompt riproducibile. Il plugin formalizza la configurazione provider, salva storico dei prompt usati e mostra log delle chiamate uscenti. Niente prompt copiato e perso, niente provider silenziosamente cambiato che produce output diverso da una settimana all’altra.
Pagine pubblicate ma non indicizzate
Una landing nuova viene pubblicata e nessuno verifica per giorni se Google l’ha effettivamente indicizzata. L’indexing center incrocia URL pubblicate con dati Search Console e mostra in chiaro lo stato: indicizzata, scoperta non indicizzata, esclusa, errore di crawl. Da li si lancia la richiesta di indicizzazione manuale o si interviene sul problema reale.
Otto moduli verticali che coprono il ciclo operativo della SEO, ciascuno consegnato end-to-end e verificato in WordPress reale.
Il plugin segue un principio di sviluppo dichiarato in claude.md: modularizzazione verticale, una funzionalita alla volta, consegnata completa di UI admin, logica, persistenza, chiamata esterna e ritorno in interfaccia. Niente layer half-built, niente moduli che hanno la grafica ma non funzionano davvero. Qui i moduli inclusi nella versione 0.1.5, tutti marcati done in PROJECT_STATUS dopo verifica live.
Dashboard salute pagine
Vista riassuntiva di tutte le pagine pubbliche del sito con punteggio sintetico per ciascuna. Mette insieme metriche di Core Web Vitals dal monitor PageSpeed, dati di Search Console (impression, click, posizione media), stato di indicizzazione e segnali di gap. La dashboard e la prima pagina che apri quando entri nel plugin: ti dice subito dove e bruciato il sito e dove invece sta lavorando bene. Filtri per cluster, parent_slug, intento e tipo di pagina.
Gap analysis multi-fonte
Modulo che incrocia keyword da Google Search Console, da Programmable Search JSON API e da import CSV manuale, e produce una lista azionabile di interventi: pagine da aggiornare, contenuti da creare, keyword in posizione 11-20 da rilanciare, query a basso CTR da ottimizzare nel title o nella meta description. Ogni voce e linkata alla pagina WordPress corrispondente quando esiste, o suggerisce di crearne una nuova. Output esportabile in CSV per condivisione con redazione esterna.
Indexing center
Pannello che usa l’API Google Search Console per mostrare lo stato di indicizzazione di tutte le URL pubblicate dal sito. Distingue tra indicizzata, scoperta non indicizzata, esclusa per direttiva, errore di crawl. Permette di lanciare richieste di indicizzazione manuale e di vedere lo storico delle scansioni di Googlebot. Particolarmente utile dopo lanci, ristrutturazioni di permalink o migrazioni che possono lasciare URL non indicizzate per settimane.
Monitor PageSpeed con alert
Schedula controlli ricorrenti su un set di pagine selezionate dall’operatore (home, landing principali, pagine di conversione). Tiene storico di LCP, CLS e INP nel tempo, con grafico delle variazioni. Quando una metrica supera la soglia configurata o peggiora del N percento rispetto al baseline storico, manda un alert email al responsabile. Soglie configurabili per pagina o globali, con whitelist di pagine non monitorate.
Landing groups auto-generate
Strumento di generazione assistita di gruppi di landing su keyword cluster. Si parte da un cluster di keyword (es. “crm vendite”), si seleziona il provider AI, il template di partenza tra service-landing, industry-landing e integration-landing, e il plugin produce bozza H1, lead, sezioni e FAQ. La bozza non viene mai pubblicata in automatico: resta in stato draft con flag “AI generated” finche un editor umano non la rivede.
AI Providers con Test live
Pagina dedicata dove configurare in modo paritario OpenAI, Anthropic Claude, DeepSeek e Google Gemini. Ogni provider ha form per chiave API, scelta modello e bottone Test live che chiama davvero l’endpoint /models del provider. Il risultato viene mostrato in stato a quattro livelli: ok, partial, missing, alpha. La radio Default plugin permette di scegliere il provider che alimenta i moduli AI del plugin, e accetta solo provider configurati con chiave verificata.
Google keyword channels
Configurazione separata per ciascun canale Google: Search Console su proprieta verificata, Programmable Search JSON API con quota gratuita ufficiale di 100 query al giorno, Google Trends marcato come accesso Alpha non garantito, import CSV come fallback sempre disponibile. Il plugin mostra quota residua e stato connessione per ciascun canale, e non finge mai che un canale funzioni quando in realta manca l’autenticazione.
Workbench e log di chiamate
Area di lavoro dove eseguire task AI puntuali: riscrittura meta description, generazione excerpt, ottimizzazione title da query Search Console, brief contenuto su keyword cluster. Ogni task salva in storico provider usato, modello, prompt, payload sintetico e costo stimato. Il log permette audit retrospettivo di cosa e stato chiesto all’AI, quando e con quale provider, requisito spesso richiesto per compliance interna o per spiegare al cliente come l’AI e stata usata sul suo sito.
Quattro passaggi guidati per arrivare in mezz’ora a un’installazione operativa, anche senza esperienza pregressa di plugin SEO custom.
Il plugin e pensato per essere installato e configurato dall’operatore stesso, senza intervento sviluppatore obbligatorio. Il setup wizard chiede in ordine le informazioni minime per attivare i moduli desiderati, e ogni modulo e opzionale: puoi attivare solo gap analysis e indexing center se non hai ancora chiavi AI, oppure partire da zero con tutti i provider configurati. I quattro passaggi qui sotto sono il flusso consigliato in installazione pulita.
Caricamento ZIP e attivazione
Da WordPress admin in Plugin maggiore Aggiungi nuovo maggiore Carica plugin si carica il file gtp-ai-seo-0.1.5.zip e si attiva. Il plugin verifica che WordPress sia almeno alla versione 6.3 e che PHP sia almeno 8.1; se i requisiti non sono soddisfatti l’attivazione viene bloccata con messaggio esplicito. Dopo attivazione compare la voce di menu GTP AI-SEO nella sidebar admin, con sottovoci Dashboard, Salute pagine, Gap analysis, Indexing, PageSpeed, AI Providers, Workbench, Impostazioni.
Configurazione provider AI
In pagina AI Providers si inseriscono le chiavi API per i provider che si vogliono attivare. Per ciascuno si clicca Test live: il plugin chiama l’endpoint /models del provider e verifica che la chiave sia valida e quale modello e disponibile. Lo stato passa da missing a ok solo dopo la verifica positiva. Quando ci sono almeno due provider in stato ok si imposta il Default plugin con la radio dedicata. Tutto il resto dei moduli AI usera il default, salvo override esplicito dell’operatore.
Collegamento Google e import CSV
In pagina Google keyword channels si autorizza l’accesso a Google Search Console per le proprieta che gestisci, si inserisce eventualmente la chiave Programmable Search e si configura un import CSV iniziale di keyword se hai un foglio gia esistente. Le quote vengono mostrate vicino a ciascun canale: 100 query giornaliere gratuite per Programmable Search, accesso illimitato a Search Console su proprieta verificate, indicazione esplicita che Google Trends API stabile non e disponibile come fonte gratuita.
Avvio monitor e prima dashboard
Si seleziona il sottoinsieme di pagine da monitorare con PageSpeed (in genere home, principali landing commerciali, pagine pilastro), si configurano le soglie di alert e l’email destinataria. Il monitor parte e dopo poche ore comincia a popolare lo storico. La dashboard salute pagine e gia operativa appena dati Search Console e PageSpeed iniziano ad arrivare: i primi gap visibili compaiono in 24-72 ore, in funzione di quanto velocemente Google aggiorna i dati GSC per la proprieta.
Quattro limiti chiari che dichiariamo prima dell’installazione, perche il plugin sia uno strumento utile e non una promessa che delude.
Una regola operativa di GTP AI-SEO e dichiarare in chiaro cosa il plugin non fa o non garantisce. Questa sezione raccoglie i limiti piu rilevanti emersi durante lo sviluppo MVP. Sono dichiarati in UI nei moduli interessati, e non vengono mascherati con placeholder finti o con stati di successo costruiti per sembrare funzionanti.
Nessuna promessa di posizionamento
Il plugin riduce attrito operativo e rende visibili regressioni e gap, ma non garantisce ranking. Il posizionamento dipende da contenuto reale, autorevolezza, link, intento, qualita dell’esperienza utente e da centinaia di altri fattori che nessun plugin puo controllare. Se cerchi una scorciatoia automatica al ranking, GTP AI-SEO non e il prodotto giusto.
Vincoli quote API esterne
Programmable Search JSON API ha quota gratuita di 100 query al giorno, oltre la quale serve piano a pagamento. Google Trends API stabile non esiste come fonte gratuita affidabile: il plugin lo dichiara come canale alpha. I provider AI a pagamento (OpenAI, Anthropic, DeepSeek, Gemini) consumano token per ogni chiamata, costo a carico dell’utente. Il plugin mostra quote dove tecnicamente possibile.
Limiti con page builder pesanti
Il modulo Workbench per riscrittura meta funziona bene su contenuto Classic Editor o Blocchi Gutenberg standard. Su Elementor, Divi o builder che memorizzano il contenuto in shortcode complessi, alcune operazioni di riscrittura possono richiedere intervento manuale. Il plugin lo segnala in UI quando rileva contenuto non standard e suggerisce il flusso alternativo.
Dati passati ai provider AI
Per task di generazione testo o analisi semantica il plugin passa al provider AI selezionato il contenuto necessario al task. La privacy policy del sito che usa il plugin deve dichiarare quali provider AI vengono usati e dove sono ospitati i dati. Il plugin documenta in log tutte le chiamate uscenti per audit, ma non puo controllare le politiche di trattamento dei provider esterni.
Quattro indicatori operativi su cui il plugin produce dati concreti, misurabili nel tempo e ripetibili tra installazioni diverse.
Il plugin non promette ranking ma rende misurabili una serie di indicatori operativi che, monitorati nel tempo, permettono di vedere se il lavoro SEO sta producendo o meno effetto. Questi quattro KPI sono quelli su cui il cruscotto e progettato e che si possono comunicare a stakeholder interni o cliente con un report ricavabile dal plugin stesso.
Stabilita Core Web Vitals nel tempo
Numero di pagine monitorate che mantengono LCP sotto 2.5 secondi, CLS sotto 0.1 e INP sotto 200 millisecondi su periodo di 30, 60 e 90 giorni. Il monitor PageSpeed produce serie storiche per ciascuna pagina e il dashboard aggrega il dato come percentuale di pagine sane. Una flessione brusca della percentuale segnala una regressione introdotta da modifiche recenti, da indagare prima che si traduca in calo di posizionamenti reale.
Tasso di indicizzazione effettiva
Rapporto tra URL pubblicate sul sito e URL effettivamente indicizzate da Google Search Console. Idealmente sopra il 90 percento sulle pagine commerciali principali, piu basso e accettabile su archivi e tassonomie. L’indexing center mostra il dato live e segnala in chiaro le URL bloccate, escluse o in stato di scoperta non indicizzata, in modo da poter intervenire prima che Google le abbandoni definitivamente.
Conversione gap in pagine reali
Quanti suggerimenti del modulo gap analysis vengono effettivamente trasformati in interventi reali (pagina aggiornata, nuova landing pubblicata, meta description riscritta) entro 30 giorni dalla segnalazione. Misura l’efficienza operativa del team SEO e aiuta a capire se il volume di gap e gestibile o se serve aumentare risorse di redazione. Il plugin tiene storico delle azioni chiuse vs azioni ancora aperte.
Riduzione tempo per task ricorrenti
Tempo medio per eseguire task SEO ripetitivi (ottimizzare meta description di 10 pagine, generare brief per nuovo cluster, aggiornare un set di FAQ). Il Workbench accorcia tempi tipici da decine di minuti per pagina a pochi minuti se l’AI provider e ben configurato. Misurarlo mensilmente aiuta a giustificare il costo dei token AI rispetto al risparmio di tempo del team interno o del consulente esterno.
Il contesto industriale in cui nasce GTP AI-SEO: dove siamo arrivati con AI e SEO e perche serve un cruscotto governato dentro WordPress.
Negli ultimi due anni il rapporto tra SEO e AI generativa e cambiato drasticamente. Fino al 2023 l’AI in SEO era un’aggiunta opzionale, usata per generare descrizioni prodotto in massa o produrre contenuto a basso costo per blog di affiliate marketing. Dal 2024 in poi, con l’arrivo di modelli con qualita di scrittura comparabile a un autore umano e con l’accesso diretto in browser, l’AI e diventata parte centrale del flusso di chiunque scriva contenuto sul web. Allo stesso tempo Google ha rafforzato i segnali contro contenuto generato senza supervisione editoriale, ha introdotto AI Overviews che cambiano radicalmente il comportamento di click sulla SERP, e ha alzato l’asticella sui criteri di Helpful Content. Il risultato e un paesaggio in cui usare AI in SEO e necessario, ma usarla male produce piu danno che beneficio. GTP AI-SEO nasce esattamente in questo punto: usare AI in modo governato, tracciato, con human in the loop sempre presente, dentro WordPress dove il contenuto vive davvero.
La SEO operativa di un’azienda B2B non e fatta di grandi rivoluzioni: e fatta di piccole azioni ripetitive che, fatte bene, mantengono il sito in salute, e fatte male, fanno scivolare il dominio mese dopo mese. Aggiornare meta description di pagine vecchie quando il title del competitor cambia. Aggiungere FAQ alle pagine pilastro quando una nuova long-tail emerge in Search Console. Riscrivere il primo paragrafo di una pagina che ha perso posizione tra il 10 e il 15. Pubblicare una landing dedicata quando un cluster di keyword affini cresce. Tutte azioni che richiedono pochi minuti l’una ma che, accumulate, riempiono giornate intere se gestite manualmente saltando tra dieci tool diversi. Un cruscotto che le porta tutte dentro WordPress permette di farle in tempi compatibili con la routine settimanale di un team interno, senza rinunciare a nessuna.
Il rapporto tra plugin SEO e provider AI esterni e un punto delicato. La maggior parte dei plugin SEO con AI sul mercato lega l’utente a un fornitore unico, spesso con margine sopra il prezzo del provider sottostante, e con configurazione opaca: l’utente non sa quale modello viene usato, quale prompt viene inviato, ne cosa succede al contenuto della sua pagina. GTP AI-SEO ha scelto la strada opposta: l’utente porta le sue chiavi API, sceglie il provider tra quattro paritari, vede ogni chiamata uscente nel log, sa esattamente quale modello e quale prompt sono stati usati. Niente lock-in, niente ricarico, niente magia opaca. Il plugin si limita a orchestrare le chiamate; l’intelligenza vive nei modelli del provider scelto e nei prompt salvati.
La questione della privacy e dei dati passati ai provider AI e centrale per qualunque azienda che operi in Europa. Il GDPR impone trasparenza su cosa viene fatto dei dati personali e, di riflesso, dei contenuti aziendali che possono indirettamente contenere informazioni rilevanti. Il plugin, per questo, registra ogni chiamata uscente con timestamp, provider, modello, endpoint e payload sintetico (lunghezza, hash, non contenuto integrale) per permettere audit retrospettivo. La privacy policy del sito che usa il plugin deve dichiarare quali provider AI vengono utilizzati: la documentazione del plugin fornisce un esempio di clausola tipo da inserire. Per clienti enterprise con vincoli di residenza dati strettamente europei, una versione futura potra supportare provider AI self-hosted o residenti in cloud sovrani; al momento il plugin lavora con i provider commerciali standard.
L’integrazione con Google Search Console e la fonte di verita primaria del plugin per i dati di posizionamento e indicizzazione. Search Console e gratuito, ufficiale e affidabile: e il dato che Google stesso ha sulle query con cui il sito appare in SERP. Il plugin si appoggia in primis a questa fonte e non cerca di sostituirla con stime di terze parti. Per query non presenti in Search Console (per esempio quelle dei competitor) il plugin offre Programmable Search JSON API come canale alternativo, con la sua quota gratuita ufficiale di 100 query al giorno. Google Trends API stabile non esiste come fonte gratuita: il plugin lo segnala chiaramente come accesso alpha non garantito, e non finge che funzioni quando in realta non funziona. Questo principio di onesta sui canali e una scelta di design, non un dettaglio: usare strumenti che mentono sui propri limiti porta a decisioni sbagliate.
Infine c’e il tema del controllo sul codice. GTP AI-SEO e rilasciato sotto licenza GPL-2.0-or-later e il sorgente e disponibile per audit. Per uno sviluppatore WordPress che valuta di mettere il plugin sul sito di un cliente questo e un punto cruciale: niente codice obfuscato, niente telemetria silenziosa, niente call home non documentate. Tutti gli endpoint REST esposti sono catalogati nel namespace gtp-ai-seo/v1 con documentazione in REST_API.md. Tutte le option WordPress create dal plugin sono prefissate con gtp_aiseo_ per evitare collisioni con altri plugin. La disinstallazione tramite uninstall.php pulisce tabelle e option solo se l’utente ha dato consenso esplicito durante il setup; il default e conservativo. Costruire un plugin SEO osservabile, modulare e onesto sui propri limiti e una scelta che richiede piu lavoro ma produce uno strumento su cui si puo costruire davvero un processo aziendale, non solo una demo per fare colpo nei primi cinque minuti.
FAQ GTP AI-SEO
Le domande piu frequenti sul plugin, sui requisiti, sui costi reali e sulla governance dei dati.
Cosa fa esattamente GTP AI-SEO e a chi serve?
GTP AI-SEO e un plugin WordPress che porta in admin gli strumenti operativi della SEO assistita da AI: dashboard di salute pagine, gap analysis, indexing center collegato a Google Search Console, monitor PageSpeed con alert e generazione assistita di landing groups. Serve a chi gestisce un sito WordPress B2B o lead-driven e vuole un cruscotto unico, in italiano, dentro WordPress, senza saltare tra dieci tool esterni. Non sostituisce la strategia: aiuta a eseguire piu velocemente le decisioni gia prese.
Quali provider AI supporta il plugin?
Il plugin supporta OpenAI, Anthropic Claude, DeepSeek e Google Gemini come provider AI di prima classe. Ogni provider si configura in pagina dedicata con form key, scelta modello e Test live reale che chiama l’endpoint /models del provider per verificare che la chiave sia valida. Non c’e finto successo basato solo sulla presenza della key: se la chiamata fallisce, l’UI lo dichiara con stato a quattro livelli ok, partial, missing o alpha. La radio Default plugin accetta solo provider effettivamente configurati e verificati.
Servono API key a pagamento per usare il plugin?
Si, ogni provider AI richiede una propria API key che si gestisce direttamente con il vendor (OpenAI, Anthropic, DeepSeek, Google AI Studio). Il plugin non rivende token e non aggiunge margini sopra le chiamate: paghi al provider il consumo reale. Per la parte Google esistono quote gratuite ufficiali, in particolare 100 query al giorno su Programmable Search JSON API e accesso a Google Search Console su proprieta verificate. Il plugin mostra le quote residue dove tecnicamente disponibili.
Come funziona il monitor PageSpeed con alert?
Il modulo PageSpeed monitor schedula controlli ricorrenti tramite WP-Cron sui Core Web Vitals delle pagine selezionate. Tiene storico dei valori di LCP, CLS e INP, e attiva alert via email quando una metrica supera la soglia configurata o quando peggiora rispetto al baseline storico. L’obiettivo non e raggiungere il punteggio 100 di PageSpeed Insights, ma tenere stabili i valori del campo CrUX e intercettare regressioni introdotte da plugin terzi, aggiornamenti tema o nuovi script di marketing.
Posso importare keyword da CSV o devo per forza collegare Google?
L’import CSV e sempre disponibile come fallback nativo del plugin: carichi un file con keyword, volume opzionale e posizione corrente, e il sistema crea le entita keyword senza richiedere autenticazione esterna. Le integrazioni con Google Search Console e Programmable Search aggiungono dati piu ricchi come query reali, click, impression e CTR, ma non sono obbligatorie. Una installazione minimale puo lavorare con sole keyword importate manualmente da CSV e generare ugualmente gap analysis e landing group draft.
Cosa significa che il plugin e in versione 0.1.x?
La versione 0.1.x indica una fase di MVP operativo verificato end-to-end. Tutti i moduli marcati done in PROJECT_STATUS sono stati testati in WordPress reale, non solo via PHPUnit, e producono il risultato atteso dall’operatore. Moduli ancora in lavorazione vengono dichiarati esplicitamente in UI come not started, in progress o blocked, e non vengono mai mostrati come funzionanti. La versione passa a 0.2 e oltre quando aggiungiamo nuovi moduli verticali completi, non quando aggiungiamo lavori in corso.
Il plugin manda dati delle mie pagine ai provider AI?
Solo per i task in cui l’operatore lo richiede esplicitamente. Le funzioni di generazione testo, riscrittura meta description o analisi semantica inviano al provider AI selezionato il contenuto necessario al task, e nient’altro. Test live, gap analysis su dati propri e operazioni di indexing non richiedono passaggio di contenuto pagina al provider. La privacy policy del sito deve dichiarare quali provider AI vengono usati e dove sono ospitati: il plugin documenta in UI ogni chiamata uscente con endpoint, modello e payload sintetico per audit.
Come si installa il plugin e quali requisiti servono?
Servono WordPress 6.3 o superiore e PHP 8.1 o superiore. L’installazione segue la procedura standard WordPress: caricamento ZIP da Plugin maggiore Aggiungi nuovo maggiore Carica plugin, attivazione, accesso al menu GTP AI-SEO in admin per il setup guidato. Il setup chiede in ordine: scelta provider AI di default, inserimento chiavi API per i provider che vuoi attivare, collegamento opzionale a Google Search Console, configurazione monitor PageSpeed. Tutti i passaggi sono opzionali: puoi attivare solo i moduli che ti servono.
Posso disinstallare il plugin senza perdere dati?
La disattivazione lascia intatti tutti i dati nel database e nelle option WordPress. La disinstallazione completa, tramite il file uninstall.php, rimuove option e tabelle dedicate del plugin solo se l’utente conferma esplicitamente l’opzione di pulizia totale in fase di setup. Il default e conservativo: anche disinstallando, i dati operativi restano disponibili per una eventuale reinstallazione. Per esportazioni manuali e disponibile la voce Esporta in pagina Impostazioni che produce un JSON con configurazioni e dati gestiti dal plugin.
Vuoi vedere GTP AI-SEO funzionare sul tuo sito WordPress?
Il plugin e in distribuzione su licenza durante la fase MVP, in attesa di pubblicazione su repository WordPress.org. Per richiedere accesso, una demo guidata o discutere un’installazione su un sito specifico, contatta direttamente GrowToPrime indicando dominio, versione WordPress, provider AI gia in uso e moduli che ti interessano di piu.